Il Tan (tasso annuo nominale) è il tasso di interesse annuo applicato all’importo del prestito richiesto e si usa per calcolare gli interessi che il debitore dovrà rimborsare in un finanziamento, in base alla somma erogata e alla durata del prestito. Il Tan non comprende oneri accessori.
Il Taeg (tasso annuo effettivo globale) è il tasso di interesse annuo che comprende tutti gli oneri del finanziamento: spese accessorie, commissioni, spese del contratto, ecc. escluse le spese per imposte e tasse.
Per valutare la convenienza o meno di un prestito, è bene non fermarsi alla verifica del Tan, perché, come è stato detto sopra, non tiene conto delle eventuali spese legate al finanziamento.
L’indicatore di costo da valutare o confrontare è il Taeg.
La legge obbliga all’indicazione del Taeg, che tiene conto anche delle altre spese legate al finanziamento e delle rate in cui è stato suddiviso.
Il Taeg deve essere indicato sia nel contratto di finanziamento che nell’informazione pubblicitaria per tutte le operazioni di finanziamento.
Sia Tan che Taeg sono elementi costitutivi del contratto di prestito sotto pena di invalidità dell’atto.
Il Taeg va calcolato secondo le modalità stabilite dal Comitato italiano per il credito e il risparmio (Cicr) e deve contenere tutti gli interessi e gli oneri a carico del consumatore, escluse le spese non incluse nel calcolo del Taeg.
Il Dipartimento del Tesoro ha fornito alcuni esempi di Taeg da utilizzare nelle offerte di credito al consumo ai consumatori, come prestiti e dilazioni di pagamento (vendita a rate)
Ogni tre mesi, il Dipartimento del Tesoro, rileva i Taeg medi praticati da banche e società finanziarie per tutte le operazioni, inclusi i prestiti. Questo monitoraggio serve a calcolare la soglia di usura. Si definisce un tasso usuraio quello che supera del 50% i valori medi

